Sei un disoccupato? Ecco qui 5 aiuti alle Famiglie in Difficoltà

Sei un disoccupato? Ecco qui 5 aiuti alle Famiglie in Difficoltà

L'Italia non se la sta passando molto bene. Dappertutto non si sente altro che persone in seria difficoltà, c'è chi fa i salti mortali per arrivare a fine mese, con la sola pensione minima che piuttosto che salvare uccide piano piano la persona nell'orgoglio. Chi invece di lavoro neanche l'ombra.

E le aspettative non sono buone. La tecnologia avanza a forte velocità, le macchine tra poco sostituiranno l'uomo. E' per questo che si è parlato di reddito di cittadinanza, no?

Ma come siamo messi? Il governo ha mantenuto la promessa? I disoccupati la stanno prendendo questo benedetto reddito di cittadinanza?

Ci sono altri aiuti per le famiglie in difficoltà?

Orientarsi tra i diritti alle famiglie in difficoltà non è facile, anzi, diciamo che le comunicazioni scarseggiano o sono difficili da reperire.

Ecco qui una guida per informare e ottenere i benefici riservati alle famiglie in difficoltà, che hanno diritto ad una serie di bonus disoccupati.

Aiuti per disoccupati 2019: bonus per le famiglie in difficoltà











Se hai perso il lavoro, ecco qui tutte le info riservate a te.


1. Reddito di Cittadinanza

Se sei momentaneamente in difficoltà, il Reddito di cittadinanza ti aiuta a formarti e a trovare lavoro permettendoti così di integrare il reddito della tua famiglia.

Il Reddito di cittadinanza ha inoltre l'obiettivo di migliorare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, aumentare l'occupazione e contrastare la povertà e le disuguaglianze.

Quali requisiti devi avere?
Cittadinanza
Essere cittadino italiano o europeo o lungo soggiornante e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa.

ISEE
Avere un ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) aggiornato inferiore a 9.360 euro annui.

Patrimonio immobiliare
Possedere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro.

Patrimonio finanziario
Avere un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro che può essere incrementato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare e delle eventuali disabilità presenti nello stesso.

Reddito familiare
Avere un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza. La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto.


Qui puoi verifica tutti i requisiti in dettaglio


2. Assegno di Povertà (Reddito d’Inclusione – REI): la nuova social card 2019

Il Reddito di inclusione (REI) è una misura di contrasto alla povertà dal carattere universale, condizionata alla valutazione della condizione economica.

A seguito dell’introduzione del Reddito di cittadinanza, dal 1° marzo 2019 il REI non può più essere richiesto e, a partire dal successivo mese di aprile, non è più riconosciuto né rinnovato (Decreto legge n. 4/2019, art. 13).

Per coloro ai quali il Reddito di inclusione sia stato riconosciuto prima del mese di aprile 2019, il beneficio continua ad essere erogato per la durata inizialmente prevista, fatta salva la possibilità di presentare domanda per il Reddito di cittadinanza. Il Reddito di inclusione non è in alcun modo compatibile con la contemporanea fruizione del Reddito di cittadinanza da parte di alcun componente il nucleo familiare.

COSA PREVEDE
Il REI si compone di due parti:
  • un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI);
  • un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà, predisposto sotto la regia dei servizi sociali del Comune.
Dal 1° gennaio 2018 il REI ha sostituito il SIA (Sostegno per l'inclusione attiva) e l'ASDI (Assegno di disoccupazione).

A CHI SI RIVOLGE
Il REI viene erogato alle famiglie in possesso dei seguenti requisiti.

  1. Requisiti di residenza e soggiorno
  2. Il richiedente deve essere congiuntamente:
  • cittadino dell'Unione o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.










Requisiti familiari
  • Nell'ottica della progressiva estensione della misura, la Legge di Bilancio 2018 (art. 1, comma 192) abroga dal 1° luglio 2018 tutti i requisiti familiari (presenza di un minorenne, di una persona disabile, di una donna in gravidanza, di un disoccupato ultra 55enne). Pertanto, a partire dal 1° giugno 2018, possono presentare domanda tutti coloro che possiedono gli altri requisiti, indipendentemente dalla composizione familiare.
  • Al riguardo si sottolinea che il nucleo familiare di riferimento per il calcolo dell'ISEE non coincide necessariamente con la famiglia anagrafica. Salvo casi particolari, la normativa ISEE prevede infatti che i coniugi fanno parte dello stesso nucleo anche se con diversa residenza anagrafica; i figli minori di 18 anni fanno parte del nucleo del genitore con il quale convivono; i figli maggiorenni, se non sono coniugati e non hanno figli, fanno parte del nucleo familiare dei genitori anche se non conviventi, se risultano a loro carico ai fini Irpef. A tal fine si chiarisce che sono considerati fiscalmente a carico se hanno redditi non superiori alla soglia di 2.840,51, euro al lordo degli oneri deducibili.

Requisiti economici
  • Il nucleo familiare deve essere in possesso congiuntamente di:
  • un valore ISEE in corso di validità non superiore a 6mila euro;
  • un valore ISRE (l'indicatore reddituale dell'ISEE, ossia l'ISR diviso la scala di equivalenza, al netto delle maggiorazioni) non superiore a 3mila euro;
  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10mila euro (ridotto a 8mila euro per la coppia e a 6mila euro per la persona sola).
Qui puoi verifica tutti i requisiti in dettaglio










3. Naspi 2019 INPS: requisiti, durata, calcolo e domanda

La Naspi è il sussidio di disoccupazione previsto dal Jobs Act, la riforma del lavoro entrata in vigore con il governo Renzi.

Con l’entrata della Naspi dal primo maggio 2015 è finita l’era di Aspi e Mini Aspi. Come fare per ottenerla e, soprattutto, chi ne ha diritto?

La Naspi, forma abbreviata di Nuova Prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego, cambia nei requisiti e nella durata rispetto al passato. Ad esempio le prestazioni aumentano dell’1,1%.

I requisiti contributivi per avere diritto alla disoccupazione sono pari ad almeno 13 settimane di contributi, i quali devono essere stati versati nei quattro anni precedenti al licenziamento.

Ai fini di calcolo, si possono in realtà adoperare anche altre tipologie di contributi utili, ad esempio quelli figurativi che sono stati accreditati alla lavoratrice nei periodi di maternità obbligatoria.

Non possono essere considerati utili ai fini di calcolo, invece, i periodi di cassa integrazione straordinaria e ordinaria a zero e quelli derivati dai permessi e congedi 104 per disabili gravi.

I requisiti per fare domanda sono: 


  • 13 settimane di lavoro all’attivo negli ultimi 4 anni per averne diritto e 30 giorni di lavoro effettivo nell’anno in cui si è perso il posto.


La perdita del posto deve essere involontaria e riguarda dipendenti pubblici a termine o lavoratori subordinati del settore privato. La Naspi tocca anche al lavoratore che si è licenziato per giusta causa.

Oltre ai lavoratori dipendenti, hanno diritto al sussidio NASpI :

  • dipendenti a tempo indeterminato e determinato;
  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • personale artistico sempre se a contratto subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato della Pubblica Amministrazione;
  • lavoratori domestici.


Il sussidio Naspi non spetta:

  • ai dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni;
  • agli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • ai lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale.
  • Non possono poi accedere alla  NASpI i lavoratori titolari di trattamento pensionistico diretto.


Ma come calcolare la Naspi? 

Si tratta di un’operazione non immediata e che non è standardizzabile, proprio perché ogni lavoratore ha caratteristiche personali e contributive differenti.

Per eseguire i calcoli servono questi dati:


  • le retribuzioni ricevute nel corso degli ultimi 4 anni;
  • Il numero di settimane di contribuzione versata durante i 4 anni;
  •  Il coefficiente da applicare, ossia 4,33.


la formula da applicare prevede queste operazioni:

  • sommare le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali corrisposte negli ultimi 4 anni;
  • dividere la somma ottenuta per il numero di settimane di contribuzione versata;
  • moltiplicare il risultato per il coefficiente 4,33.

A seconda del risultato, ecco i valori per il 2019:

  • uguale o superiore all’importo 2019 di 1221,44 euro: il disoccupato ha diritto a percepire un assegno pari al 75% di 1.195 euro.
  • sopra tale cifra invece è necessario aggiungere al 75% un ulteriore 25% del differenziale tra la retribuzione mensile d il suddetto importo.
  • In ogni caso, l’importo massimo per il 2019 non può superare i 1.300 euro al mese.


Importante: tenere conto che a partire dal 91° giorno, l’importo dell’indennità scende del 3% ogni mese.

la Naspi spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, per un massimo di 24 mesi.

Per i lavoratori precari disoccupati, la durata cambia: non può superare i 6 mesi, in base alla presunzione che dietro la collaborazione di un anno di lavoro si possa configurare in realtà un contratto di lavoro subordinato.


4. Dis-Coll 2019, bonus disoccupazione INPS: requisiti, importo e come ottenerlo

Il bonus disoccupazione Dis-Coll è in vigore dal 1° maggio 2015. Si tratta di una nuova prestazione di disoccupazione INPS che spetta ai collaboratori coordinati e continuativi e a quelli a progetto.

Infatti tale indennità spetta a:

  • collaboratori coordinati e continuativi, i cd. co.co.co.;
  • collaboratori a progetto, co.co.pro.

I requisiti per ottenere la prestazione di sostegno introdotta in via sperimentale dal Jobs Act a partire da quest’anno sono:

  • essere in stato di disoccupazione;
  • avere almeno 3 mesi di contributi versati nell'anno solare precedente alla perdita del lavoro;
  • aver versato almeno un mese di contributi nell'anno in cui si è perso il lavoro o avere un rapporto di collaborazione della durata di almeno un mese e che abbia prodotto un reddito pari almeno alla metà dell’importo che dà diritto ad un mese di contribuzione.


Dalla Dis-Coll sono escluse le Partite Iva che versano in gestione separata e sono esclusi anche coloro che occupano ruoli come amministratori e sindaci.

La somma percepita è pari al 75 per cento del reddito medio mensile e ha una durata pari alla metà della durata del rapporto di collaborazione calcolata dal primo gennaio dell’anno solare precedente allo stato di disoccupazione.


5. Disoccupazione agricola INPS 2019: come funziona?

Il bonus di disoccupazione agricola è un’indennità particolare riservata ai lavoratori nell'agricoltura.

Per poter fare la richiesta del sussidio è indispensabile aver lavorato per un periodo di tempo determinato, condizione legata al fatto che l’agricoltura può svolgersi in determinati periodi dell’anno a causa delle condizioni meteo.

I requisiti necessari per poter accedere alla disoccupazione agricola sono di essere:

  • iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti, per l’anno cui si riferisce la domanda o un rapporto di lavoro agricolo a tempo indeterminato per un periodo dell’anno che riguarda la prestazione;
  • almeno 2 anni di contributo NASPI versato;
  • almeno 102 contributi giornalieri versati nei 2 anni precedenti la domanda.
  • L’importo dell’indennità è stabilito nella misura del 40% in base alla retribuzione di riferimento.

Dalla somma dell’assegno spettante viene detratto il 9% per ogni giornata di indennità di disoccupazione erogata come contributo di solidarietà. La trattenuta ha una durata massima di 150 giorni.

Come si presenta la domanda di disoccupazione agricola? La domanda si presenta per via telematica e, se non si è in grado di procedere personalmente, si può ricorrere centri Caf e i Patronati.

La domanda va presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo alla perdita del lavoro.

Bene, questo è tutto, spero di esserti stato d'aiuto e ti auguro un in bocca al lupo!

Nessun commento:

Posta un commento

Se ti è piaciuto questo articolo, lascia un tuo commento. Ci fa molto piacere sapere cosa pensi in merito, grazie!