Due consigli per tenere sotto controllo il peso



Dimagrire 10 kg in 10 giorni! 20 kg in un mese! 3 kg in un giorno! Pancia piatta in meno di una settimana! Questo è il genere di comunicazione che s’intrufola nei giornali, nelle televisioni e nei media in genere

Viene da domandarsi quale sia il reale interesse dietro a questo tipo di comunicazione insensata.

Iniziamo con il dire che le diete che prevedono una perdita forte di peso in poco tempo sono inutili e spesso dannose. Seguendo queste ricette magiche potrai arrivare a perdere, ad esempio, più di 6 kg in un mese, ma poi li riprenderai tutti.

Ecco dove sta la fregatura! La perdita di peso cambiando il regime alimentare per un periodo di qualche settimana, è una presa in giro.





Non si va ad intaccare la struttura del problema, non si va ad incidere sul funzionamento metabolico. E’ arrivato il momento di dire la verità alle persone e non promettere sempre facili risultati in tempi brevissimi. Anche perché quando una persona che dopo aver perso 5 kg, ad esempio, si trova a riprenderne 7 qualche tempo dopo, si sente fallita, sbagliata e cade in un vortice negativo che magari lo porta a peggiorare il suo rapporto con il cibo.

Una statistica dice che il 90% delle persone che seguono una dieta dimagrante dopo 12 mesi ha più chili di quando ha iniziato la dieta! Sarebbe il caso di diffondere questa statistica, ma evidentemente non incontra l’interesse di nessuno questo tipo di comunicazione.

Il nocciolo della questione sta proprio nel nostro rapporto con il cibo e nel nostro stile di vita.

Davvero pensiamo che se per tre mesi cambiamo stile di alimentazione, poi possiamo tornare alle nostre abitudini senza riprendere tutto ciò che abbiamo perso, con tanto di interessi?

Davvero si può credere che un cambio di regime alimentare per qualche mese possa avere cambi metabolici permanenti?

Ovviamente no. Sono promesse farlocche che meriterebbero di non essere prese sul serio. Chi ha una seria intenzione di perdere peso, prima di tutto dovrebbe iniziare a farsi delle domande a proposito del suo rapporto con il cibo:
- Cosa compenso con il cibo?
- Quali sono le mancanze emotive che mi spingono verso il cibo poco sano?
- Cosa mi spinge a mangiare nella maniera in cui mangio?

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Ecco queste sono domande che aprono la pista a chi davvero è intenzionato a cambiare qualcosa nella propria vita. Sono domande serie che vanno nella direzione giusta. Non si può dare sempre la colpa al metabolismo lento e alla tiroide: sono fenomeni che esistono ma sono una minoranza quelli che ne soffrono davvero.

Dopo avere iniziato a farsi le domande giuste è sicuramente interessante anche prendere coscienza che esistono due tipi di sovrappeso: esiste il sovrappeso “a mela” e quello “a pera”.

Quello “a mela” che è prevalentemente diffuso tra gli uomini è di tipo “centrale”, ovvero si sviluppa prevalentemente nella zona centrale del corpo, in quella addominale per intendersi.

E’ un tipo di sovrappeso molto pericoloso soprattutto per i problemi derivanti di tipo cardiocircolatorio. Alla base c’è una forma di insulino-resistenza ed è quindi alla base anche di patologie come il diabete. Il grasso in questo caso si deposita in maniera profonda e viscerale.

Il sovrappeso “a pera” è invece più diffuso tra le donne e riguarda la parte più bassa del corpo, in particolare nei glutei e nelle cosce, con lo sviluppo di cellulite. E’ legato all’azione degli estrogeni che fa accumulare il grasso a livello sottocutaneo. E’ un tipo di sovrappeso meno pericoloso perché non è direttamente coinvolto con le problematiche metaboliche. La problematica è soprattutto di tipo vascolare.

Fatta questa distinzione tra i due tipi di sovrappeso, possiamo cercare di trovare la strada più adatta alle nostre esigenze. E’ ovvio che questi due tipi di sovrappeso dovranno essere combattuti in maniera differente. 

Ecco perché le diete che non fanno nessun tipo di distinzioni sono da considerarsi totalmente inattendibili. 

Chi vuole combattere il sovrappeso “a mela” deve mirare a cambiare il proprio metabolismo. Quindi dovrà tenere un regime alimentare sano, riducendo fortemente i carboidrati, preferendo i cereali integrali a quelli raffinati, chiudendo la porta agli zuccheri e soprattutto facendo attività fisica. 

L’attività fisica è indispensabile, così come un buon apporto di proteine. Il muscolo deve crescere e darci una mano a combattere la parte grassa. Se il tono muscolare cresce, il metabolismo cambia. 

Chi invece ha da vincere la propria guerra contro il sovrappeso “a pera” dovrà sicuramente creare qualche deficit calorico, ma spesso capita che si perda grasso in tutto il corpo tranne nei punti maggiormente interessati.  Perché? 

Perché non esiste una vascolarizzazione sufficiente in questi punti. Quindi si dovrà fare un’attività fisica mirata ad aumentare la vascolarizzazione proprio in quei punti. Si dovrà puntare su pratiche di fondo, di lunga durata, ma anche lavorare su attività più specificatamente muscolari che apriranno ad una maggiore vascolarizzazione.

Con queste poche cose chiare nella nostra testa possiamo iniziare la nostra nuova vita, il nostro nuovo modo di approcciarci al cibo, all’attività fisica, al nostro corpo e alla nostra mente. Ricordatevi che è fondamentale non aspettarsi grandi risultati in tempi stretti: il cambiamento avviene sempre in maniera lenta e graduale. E’ un cambio di vita. Bisogna essere costanti e determinati.

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