Ginkgo Biloba : un ricostituente energetico per la circolazione sanguigna, la memoria, la concentrazione, il microcircolo e le disfunzioni erettili


Ginkgo Biloba : un ricostituente energetico per la circolazione sanguigna, la memoria, la concentrazione, il microcircolo e le disfunzioni erettili
Ginkgo Biloba : un ricostituente energetico per la circolazione sanguigna, la memoria, la concentrazione, il microcircolo e le disfunzioni erettili

La capacità del Ginkgo Biloba di proteggere il cervello è scritta nella forma e nel nome di questa pianta cinese: è infatti chiamata Biloba perché le sue foglie sono bilobate, ossia suddivise in due lobi, proprio come il cervello.

Anche il profilo e le nervature delle foglie ricordano molto la forma e la disposizione delle fibre nervose del cervelletto.

Principi attivi e proprietà
L’estratto delle foglie è ricco di potenti sostanze Antiossidanti, come Terpeni, Flavonoidi, Vitamina C e Carotenoidi, che liberano i tessuti (anche quelli sanguigni) dalle tossine e ne migliorano l’ossigenazione.

Migliora la circolazione sanguigna a livello cardiaco e cerebrale; per questo motivo previene la formazione delle vene varicose e rafforza le pareti dei vasi capillari.

Grazie all'aumento del flusso sanguigno al cervello il Ginkgo Biloba ha anche la proprietà di aumentare la concentrazione, la memoria a breve termine e le abilità cognitive.

Grazie alla sua azione contrastante nei confronti dei radicali liberi è in grado di apportare benefici al cervello anche in termini di rallentamento dell'invecchiamento.

Ginkgo Biloba , uno dei rimedi naturali più antichi per i problemi di erezione, particolarmente indicato per le persone che soffrono di disfunzioni sessuali come un effetto collaterale dei farmaci antidepressivi.

Sono stati registrati benefici nell'utilizzo del Ginkgo Biloba anche nei confronti della calvizie e dell' alopecia.

Il suo effetto rilassa la muscolatura liscia e migliora il flusso di sangue nel pene.
In ultimo, numerose prove cliniche hanno dimostrato come l'estratto di Ginkgo Biloba risulti efficace nel trattamento della depressione, dell' emicrania e delle malattie bronchiali con broncospasmo.

Il suo estratto libera il sangue dalle scorie, lo fluidifica, migliora l’apporto di ossigeno; in più, rivitalizza muscoli e nervi. Uno dei primi sintomi di scarsa o cattiva ossigenazione sanguigna è rappresentato dalla stanchezza cronica, spesso accompagnata da dolori muscolari, scarsa capacità di concentrazione e perdita della memoria.

Per questi problemi l’integratore giusto, che dà una mano contemporaneamente a sangue e cervello, è il Ginkgo Biloba, una pianta d’origine cinese nota per essere il vegetale più longevo della terra e da secoli utilizzata in medicina per prevenire l’invecchiamento fisico e soprattutto cerebrale.

La biochimica moderna ha confermato ciò che i medici orientali sapevano da millenni.

Come agisce il Ginkgo Biloba

Gli antiossidanti di cui è ricco il Ginkgo Biloba ringiovaniscono il plasma, rinforzano i vasi e ripuliscono il sangue dai radicali liberi.

Proteggono le pareti dei vasi (soprattutto le piccole arterie) li rendono più capaci di adattarsi e di riparare i danni dell’invecchiamento.

I terpeni di cui è ricco, inoltre, inibiscono l’aggregazione delle piastrine nel sangue, favorendo il flusso sanguigno ed evitando la formazione di pericolosi trombi.

Grazie a tali proprietà, le foglie del Ginkgo Biloba non sono solo un ottimo energetico e
ricostituente, ma sono anche utilizzate nel trattamento della Sindrome di Alzheimer, per migliorare le funzioni cognitive nell’ insufficienza cerebrovascolare, per i disturbi

della circolazione periferica e nei soggetti affetti da calo della memoria.
Dosaggio e controindicazioni

La dose di Ginkgo Biloba consigliata è 100-200 mg al giorno di estratto secco di foglie (titolato in ginkgoflavonoglucosidi minimo 24% e terpeni totali minimo 6%), per cicli di 1-2 mesi interrotti da 20 giorni di pausa.

L’estratto di Ginkgo è controindicato in gravidanza e durante l’allattamento, nell’emofilia e in chi assume farmaci anticoagulanti o altri farmaci che inibiscono l’aggregazione delle piastrine (antinfiammatori) e anche in chi assume antiepilettici.

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