Che cosa è la dieta chetogenica?

Che cosa è la dieta chetogenica?
Forse qualcuno ne ha già sentito parlare e forse, pochissimi, hanno anche provato a metterla in pratica. Il principio è molto semplice ma non tutti sono d’accordo sulla sua reale efficacia.

O meglio l’efficacia è garantita, la perdita di peso è evidente, ma il dubbio risiede da un’altra parte.

Il problema è che non si è sicuri della sua sicurezza per l’organismo umano. Ma partiamo dall’inizio: che cosa è la dieta chetogenica?

La dieta chetogenica (o Keto Diet, in inglese) è uno schema alimentare basato sulla riduzione dei carboidrati, che spinge l'organismo a produrre chetoni, che sono il risultato della scomposizione metabolica dei grassi nel fegato, da utilizzare come energia.

La chetosi è un processo chimico che entra in atto nell’organismo in determinate condizioni. In parole molto semplici, quando l’organismo non trova abbastanza nutrimento dai carboidrati e dagli zuccheri, inizia a bruciare i grassi accumulati.

Limitando dunque l’assunzione di zuccheri e carboidrati, in particolare sarebbe meglio dire di glicidi, il metabolismo andrà dunque a consumare quelle scorte di grasso che non amiamo particolarmente.
Per sfruttare questo meccanismo naturale della meccanica del nostro organismo, è stata sviluppata una dieta, chetogenica appunto, in grado di attivare questo processo biochimico.

Fondamentalmente si tratta di una dieta poverissima di carboidrati e molto ricca di proteine, integrando però alcune vitamine che sarebbero altrimenti carenti.

Chi segue questa tipologia di dieta dovrebbe dunque evitare alimenti come le patate, il pane, la pasta, l’alcol, la frutta e gli zuccheri in genere, i latticini, i legumi, le verdure di colore rosso o arancione…
In questo regime dietetico ci sarà un grande consumo di carne, pesce, uova e tutte le proteine animali.

Come dicevamo sarebbe cosa saggia integrare le vitamine e gli Omega 3, oltre a ai sali minerali.
C’è chi getta un’ombra su questa dieta, sostenendo che questo tipo di alimentazione crei dei disturbi all’organismo, specialmente ai reni. Si presenterebbe una forte acidificazione e, per questo, sarebbe bene che questo tipo di dieta non fosse affidata al fai da te, ma seguita da un esperto qualificato.

Esistono tutta una serie di sintomi che evidenziano che il nostro organismo è entrato nella fase di chetosi: bocca secca, mancanza di idratazione, incremento della diuresi, spossatezza, alito o sudore acetonico…

Esistono anche molti effetti collaterali per chi pratica questa tipologia di alimentazione e per questo raccomandiamo ancora una volta di metterla in pratica soltanto sotto stretto controllo medico.

Non è un regime alimentare facile da gestire, ed è bene muoversi con molta cautela. Per completezza però vogliamo proporvi un menu settimanale ipotetico per chi volesse seguire questo tipo di dieta.


Ci preme sottolineare ancora una volta che quello che vi proporremo è un menu standard, giusto per farsi un’idea, non certo una dieta adatta a casi specifici.

Esempio di menu

Lunedì
Colazione: due uova fritte con verdure saltate in padella
Pranzo: un hamburger alle erbe condito con formaggio, funghi e avocado con verdure
Cena: braciole di maiale con fagiolini saltati in olio di cocco 

Martedì
Colazione: frittata ai funghi
Pranzo: insalata di tonno con sedano e pomodoro e verdure
Cena: pollo arrosto con salsa di panna e broccoli saltati 

Mercoledì
Colazione: peperone ripieno di formaggio e uova
Pranzo: insalata di rucola con uova sode, tacchino, avocado e gorgonzola
Cena: salmone grigliato con spinaci saltati in olio di cocco 

Giovedì
Colazione: yogurt magro
Pranzo: bistecca con riso al cavolfiore, formaggio, erbe, avocado e salsa
Cena: bistecca con broccoli di formaggio 

Venerdì
Colazione: avocado al forno
Pranzo: insalata Caesar con pollo
Cena: braciole di maiale con verdure 

Sabato
Colazione: pane tostato con cavolfiore condito con formaggio e avocado
Pranzo: hamburger di salmone
Cena: polpette servite con spaghetti di zucchine e parmigiano 

Domenica
Colazione: budino di chia e di latte di cocco condito con noce di cocco e noci
Pranzo: insalata preparata con verdure, uova sode, avocado, formaggio e tacchino
Cena: pollo al cocco e al curry

I risultati per chi vuole perdere peso sono confermati e piuttosto evidenti, in questo tipo di alimentazione ma rimane il fatto che non è una dieta per tutti.

Bisogna prenderla molto seriamente perché il nostro organismo viene messo a dura prova da questo regime alimentare, ed il consiglio di un medico è assolutamente indispensabile.

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Che cosa è la Dieta Mima Digiuno?


Avete mai sentito parlare della Dieta Mima Digiuno?

Avete mai sentito parlare della Dieta Mima Digiuno?


E’ una delle ultime scoperte in campo nutrizionale che sta già ottenendo grandi consensi e creando grande curiosità.

A differenza di molte diete non ha come target finale il dimagrimento, quindi non la si può considerare una dieta dimagrante. L’effetto dimagrante, in questo tipo di dieta, è soltanto una conseguenza.

In realtà questo è un regime alimentare studiato per migliorare la nostra salute, ed un peso corporeo adeguato è sicuramente una caratteristica importante ma non è lo scopo.

Lo scopo della dieta mima digiuno è la salute ed il benessere!

Niente a che vedere con quelle diete ipocaloriche che costringevano a grandi sacrifici per perdere qualche chilo, che prontamente venivano ripresi (con gli interessi), alla prima pausa dal regime alimentare ferreo.

Niente calorie da calcolare, niente polli allo spiedo che ci fanno sospirare al solo pensiero, niente sogni su torte di cioccolato…

Tutto questo per dire che l’approccio che bisogna avere con la dieta mima digiuno è di diverso tipo. Non è qualcosa che si fa per due mesi per perdere peso, è un nuovo stile di vita da adottare.

Lo scopo non è quello di risultare snelli in spiaggia, ma di rimanere in salute a lungo!

Il professor Valter Longo, ricercatore in biochimica e neurobiologia, professore di Biogerontologia all’University of Southern California, direttore del programma di Oncologia e longevità dell’IFOM (Istituto di Oncologia Molecolare di Milano), è la figura di riferimento per questo tipo di dieta.

Il campo del professor Longo è quello delle terapie anti-aging, ovvero delle terapie anti-invecchiamento. Proprio per questo la dieta mima digiuno è stata sviluppata: per permettere alle cellule di rigenerarsi.

Il centro di questa dieta è l’eliminazione dei cibi che stimolano la produzione di insulina e dell’ormone della crescita. E’ una sorta di dieta purificatrice.

Esiste una restrizione calorica nella dieta mima digiuno, ovviamente, ma è una restrizione molto calibrata e controllata. Non è drastica e non porta l’organismo a dei bruschi cambiamenti che poi faranno più male che bene.

Oltre alla riduzione delle calorie, è presente in questa dieta anche una forte diminuzione dell’assunzione di proteine animali. Evitando così di attivare l’ormone della crescita, considerato il responsabile dell’invecchiamento e di malattie quali cancro, diabete…

In sostanza la dieta mima digiuno avrebbe gli stessi effetti benefici del digiuno, ma senza rinunciare al cibo.

Ma in pratica cosa si mangia con questo tipo di dieta?

Tanta verdura, pochissime proteine, qualche grasso buono, e carboidrati complessi.

Quindi: la carne, per gli adulti, va eliminata. Al di sotto dei 12 anni e dopo i 65 anni, invece è considerato sano mangiare carne. Al posto della carne si consigliano proteine vegetali contenute da legumi e cereali: ceci, fagioli, lenticchie, piselli…

Pesce almeno due o tre volte a settimana, ma limitando quello ad alto contenuto di mercurio, come il tonno. Sgombro, acciughe e sardine, sono considerati ottimi.

Ottime anche noci, mandorle e nocciole, ed anche l’olio extravergine d’oliva, che forniranno all’organismo i grassi insaturi buoni.

Pasta, pane e tutti i cereali vanno bene, ma nella loro versione integrale. Le verdure come detto, vanno benissimo anche in grandi quantità.

Per gli zuccheri la questione è molto chiara: vanno eliminati soprattutto quelli aggiunti, e bisogna limitare anche il consumo di frutta. Un frutto al giorno è più che sufficiente.

Il professor Longo ha anche suggerito di fare tre pasti al giorno più uno spuntino, di non cenare dopo le ore 20, e di non ingerire niente almeno 3/4 ore prima di andare dormire.

Bisogna ricordare che i cicli di dieta mima digiuno non devono essere protratti per molto tempo: 5 giorni ogni 3-6 mesi. Con questo regime forzato per alcuni giorni all’anno, l’organismo sarà costretto a rinnovare le proprie cellule!

Un esempio chiaro della dieta mima digiuno? Eccovi un menu tipo di chi segue questo regime alimentare, con due pasti al giorno più uno spuntino. Vi ricordiamo che quello che vi proponiamo è solo un esempio, e che prima di intraprendere qualunque nuovo regime alimentare sarebbe bene considerare un medico.

Giorno 1

Colazione: Tè verde e una barretta ai cereali senza zucchero

Spuntino: Snack composto da una manciata di noci mescolate all'uvetta
Cena: 150 grammi di cereali integrali e 300 grammi di legumi cotti

Giorno 2 - 5

Colazione: Nocciole, uvetta e tè verde

Spuntino: Snack composto da una barretta ai cereali senza zucchero

Cena: 100 grammi di pesce accompagnati da un'insalata condita con olio extravergine oppure verdure a piacere cotte al forno e servite con un piatto di fagioli stufati

La dieta mima digiuno non è indicata in gravidanza, in allattamento, per i bambini e i soggetti a rischio di anoressia nervosa.

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